lunedì 9 febbraio 2015

"Viaggio in Occidente", il primo Shonen!

I manga, si sa, traggono grossa ispirazione dalla cultura popolare degli orientali: feste, divinità e miti creano un buono piano d'appoggio, così che anche il lettore meno esperto, vedendo quella determinata citazione, subito capisca a cosa si sta facendo riferimento (basti prendere ad esempio i giochi di "As the Gods Will" o anche Amaterasu, Tsukuyomi e Susanoo di "Nauto"). Una buona fonte è rappresentata dalla letteratura sia manga (il citazionismo è un elemento sempre di moda per autori come Oda) che tradizionale. E per mettere in evidenza questi elementi ho deciso di collaborare con Sommobuta, famoso blogger e youtuber, che nel suo ARTICOLO analizza le influenze letterarie sugli ultimi capitoli di One Piece mentre io mi occupo del contributo portato dal romanzo classico cinese di Wu Cheng'En "Viaggio in Occidente". Per leggere il mio pezzo NON è indispensabile conoscere l'opera ma, qualora foste interessati, vi metto QUA il link del mio precedente articolo in cui ne parlo fornendovi gli elementi essenziali. Liberi di leggerlo o meno, la cosa essenziale, prima di partire, è tener ben presente l'inizio:

"Ci sono dei punti fissi nella nostra cultura occidentale che, anche senza averli affrontati nel dettaglio, rappresentano un bagaglio culturale per tutti noi: tra questi vi è l'Odissea (un uomo viaggia per mare), la "Divina Commedia" (Dante si fa una vacanza nell'oltretomba) e "Romeo e Giulietta" di Shakespeare (due tipi si innamorano e muoiono) per citare i più noti. Magari non li abbiamo approfonditi (io, ad esempio, non ho mai letto nessuna delle opere citate in versione Integrale) ma ne conosciamo, anche solo in maniera raffazzonata, la trama e sappiamo riconoscerne, per dire, una parodia. Tutto il mondo, nel 2015, è paese ma ogni cultura mantiene, tuttavia, un suo patrimonio personale: anche quella orientale. E l'opera che, a conti fatti, è più significativa e incisiva per molti aspetti oggi in Cina e Giappone è il romanzo "Viaggio in Occidente" di Wu Cheng'En."

Questa premessa ci introduce subito al più grande contributo portato da questo romanzo al mondo dei manga: l'invenzione del protagonista Shonen!

"Shonen Jump", la rivista Giapponese settimanale dove vengono pubblicati i capitoli dei manga più famosi

Scimmiotto, chiamato Sung Wukong o Son Goku (come pure la scimmia di lava in "Naruto"), è l'archetipo di ogni protagonista manga: ribelle e un po' selvaggio, sa essere serio se viene messa in pericolo la vita del suo maestro Tripitaka. Regolarmente, però, non è che una scimmia mangiona, cocciuta e un po' stupida, dotata di una forza sovrumana e un'agilità senza pari: alterna, ai colpi del suo bastone allungabile a piacimento, trasformazioni in esseri mostruosi e velocissimi viaggi a bordo di nuvole. Vi ha ricordato qualcosa? Goku, Naruto, Rufy, Ichigo, Toriko e centinaia di altri personaggi sono la diretta derivazione di questo eroe mitico che viene riproposto agli orientali in salse sempre diverse. Inoltre, anche il terzo Hokage ha chiesto aiuto a una scimmia combattente una volta...

Enma, re delle scimmie, fa la sua comparsa quando ancora Naruto era bello...

Come già saprete, o avrete intuito, il manga che più deve a "Viaggio in Occidente" è Dragon Ball. Si può dire tranquillamente che Goku e Scimmiotto siano la stessa persona: entrambi nati tra le scimmie, provengono da un guscio (di pietra o tecnologico) e hanno in comune, oltre alla coda pelosa, pure il bastone allungabile a proprio piacimento (senza contare il nome stesso per i Giapponesi!). Se Goku guarda la Luna e si trasforma in un gorillone gigante allora la sua controparte è in grado di diventare un mostro gigantesco a tre teste che sputa lunghe fiammate. Entrambi hanno anche avuto un maestro
significativo: chiamatelo maestro Muten (o nonno Gohan) o patriarca immortale Subuthi, alla fine sono la stessa persona. E le vicinanze tra i vari personaggi non finiscono qui! Quell'ingordo di Porcellino si è evoluto nel simpatico Oloong per la sfacciataggine (e in Hawk di "The Seven Deadly Sins" per l'ingordigia) mentre Sabbioso, invece, è più simile a uno Yamcha per il modo burbero di atteggiarsi. Anche Tripitaka ha una "reincarnazione" molto particolare: Crilin, col suo testone lucido, raffigura il monaco (per tradizione rasato) in cerca delle sacre scritture diventate, per l'occasione, le magiche Sfere del Drago! E magari le similitudini finissero qua, vero? Scimmiotto, prima di diventare un autorità in cielo, si era fatto come amico diversi re diavoli tra cui vi era anche il potentissimo Re Diavolo Toro, prima formidabile alleato e poi temibile nemico coinvolto in uno scontro indimenticabile che coinvolge tutte le divinità. In Dragon Ball compare sotto forma dello Stregone del Toro, il padre di Chichi, futura sposa di Goku: non è quindi un caso che da giovane si fosse allenato col vecchio Gohan e che il suo palazzo sia invaso dalle fiamme che dovranno estinguere grazie a un ventaglio magico. Questo oggetto magico, infatti, Scimmiotto cerca di ottenerlo dal suo vecchio amico, in "Viaggio in Occidente", per spegnere delle montagne perennemente ardenti che ostacolavano il cammino di Tripitaka verso l'India. Che il drago Shenron (e con lui Momosuke di One Piece) sia un tipico Drago Cinese, di quelli che abitano in lussuosi palazzi sottomarini, non ho bisogno nemmeno di dirvelo. Invece molto interessante è l'analogia tra Tenshinhan e il santo Erlang, l'unico combattente in grado di vincere Scimmiotto e che possiede, pure lui, un terzo occhio.
Scimmiotto vs Erlang o Goku vs. Tenshinhan?

Dragon Ball è forse il Manga per eccellenza ma non per questo è stato l'unico ad essere stato influenzato da "Viaggio in Occidente". Senza contare l'elemento "viaggio" (di cui un ottimo esempio è la serie di JoJo "Stardust Crusader"), mi focalizzerei di più sulla questione mitica e di un determinato ambiente prima di passare la parola a Sommobuta.

Le divinità cinesi sono pressapoco infinite ma solo poche vengono spesso ricordate. Facendo un distinguo tra mondo celeste e demoniaco, del primo i personaggi decisamente più ricordati sono i 4 protettori celesti del Buddha, ciascuno per un punto cardinale, e che vengono chiamati "I quattro Re Paradisiaci". Questo il titolo che ricoprono i protagonisti di Toriko ma che si può ricondurre anche ai quattro imperatori di One Piece piuttosto che a una moltitudine di riferimenti tra cui i re Kaio dell'aldilà di Dragon Ball (in cui compare anche un rossissimo re Yanma, guardiano degli Inferi nel manga, nel romanzo e nel mito cinese). In pochi sanno, invece, che i Pokémon hanno, a volte, tratto ispirazione non dai segni zodiacali cinesi ma dalle figure delle costellazioni delle Pleiadi: tra i vari animali ricordiamo Shi porco di fuoco (Tepig e compagni), Zu scimmia del fuoco (Infernape riconducibile anche a Scimmiotto) e Gui montone di metallo (Aaron ed evoluzioni).

I quattro "Re Paradisiaci"
Il mondo dei demoni è servito da spunto per numerose creature anche se è il caso di ricordarne due in particolare: i fratelli "Demone d'Argento" e "Demone d'Oro" che vivono nella Caverna del Loto. Presenti anche in Bleach (personaggi super secondari aiutanti dell'energica Kukaku Shiba), fanno la comparsa maggiore in Naruto sotto le spoglie dei "Fratelli d'Oro e d'Argento", due potentissimi guerrieri che utilizzano delle armi (vaso sigillatore, corda imprigionatrice, ventaglio distruttore e super spada) che sono presenti nello stesso episodio anche in "Viaggio in Occidente".

I due fratelli demoniaci

Una certa influenza è data anche da alcuni luoghi tra i quali spiccano i magnifici palazzi sottomarini dei re draghi. Eichiro Oda, nel tratteggiare il palazzo del re Nettuno, non ha di certo risparmiato i riferimenti al mondo cinese sia per l'architettura sia per i personaggi che la popolano: il ministro della destra e della sinistra non fanno riferimento a ideologie politiche ma a cariche realmente esistite! Questo palazzo è pure protagonista di una tragica scena in "As the Gods Will" e che chi ne ha letto le pagine non può dimenticarsene troppo facilmente!

Una delle mie tavole preferite di Oda!

Detto questo non mi resta che chiudere e passare la parola a Sommobuta e al suo Articolo sui riferimenti letterari nella saga di Dressrosa di One Piece! Passate dalla sua e dalla mia pagina FB, noi ci vediamo tra non troppo (spero) con un nuovo articoletto!



11 commenti:

  1. Interessante :D

    Non conosco bene viaggio in occidente, ma ne ho sentito parlare anche troppo :D

    prima o poi devo averlo nella libreria :D

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    1. In Italia vi sono tre edizioni diverse, principalmente, con un diverso grado di approfondimento! Ne ho parlato nell'articolo su quest'opera ma ti riassumo il tutto qua sotto che faccio prima: l'edizione della "Kappa Edizioni" (la stessa che ha pubblicato il libro del "Castello Errante di Howl", per intenderci) è carina ma molto breve e ti dà solo degli spunti pur rimanendo valida per una prima lettura; "Lo Scimmiotto" dell' Adelphi è l'edizione che più consiglio perché non è lunga (33 capitoli compressi a fronte dei 100 originari) e ti dà tutto quello che devi sapere per una buona conoscenza dell'opera senza contare il prezzo vantaggiosissimo di 22€; l'edizione integrale della Luni, invece, la sconsiglio a chi non abbia letto prima quella dell'Adelphi e non sia del tutto convinto. Questo sia per il costo di 60€ sia per la lunghezza: sono 1400 pagine fitte fitte, mi ci son voluti 3 mesi per leggermelo tutto (e sono un lettore incallito, credimi). In ogni caso te lo consiglio, ne rimarrai sorpreso inevitabilmente, soprattutto se sei un amante del genere Shonen! :D

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  2. scusa il ritardo nel commentare!Ho scoperto l'esistenza di un manga che sembrerebbe riprendere in pieno la storia.si chiama son goku-lo scimmiotto di pietra,gli autori sono Wu Cheng'en e Shigeo Matsueda.L'opera è del 1975 ed è composta da un unico volume.
    La conosci?Varrebbe la pena comprarla(considerato anche il prezzo non troppo basso)?
    Grazie!

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    1. Ehm, guarda che penso tu ti stia confondendo un attimo. 1) Wu Cheng'en è l'autore principale e originale, quello del 1500. Essendo l'opera tratta dal suo romanzo è citato, giustamente, dalla casa editrice. 2) Ho controllato e non è un manga ma un riassunto con delle illustrazioni edito dalla Kappa editrice: Tra l'altro lo nomino nell'articolo dedicato all'opera originale e te lo consiglio, è un buon riassunto. 3) Ma sopratutto: la storia di Scimmiotto è Viaggio in Occidente, in particolare i primi capitoli. Se guardi in questo articolo, in alto, ne rimando a un altro (quello appena prima) in cui parlo molto approfonditamente dell'opera: ti consiglio di andartelo a leggere, sicuramente può aiutarti a schiarirti le idee! Spero di esserti stato d'aiuto! Se c'è altro che vuoi sapere son qui!

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  3. si,scusa per la cantonata pazzesca!manga veri e propri sull'argomento esistono!

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    1. Sì sì ce ne sono ma non ho mai avuto modo di recuperarli! Sulla storia poi da noi fai conto che arriva parte del mega prodotto della cultura pop cinese e giapponese al riguardo: sarebbe un argomento sconfinato!

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  4. su internet ho trovato saiyuki di kazuya minekura e saiyukiden di kazuya terada.Sapresti dirmi qualcosa?

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    1. Li ho visti e sono effettivamente tratti dall'opera ma non li ho mai mai letti, non posso assicurarti nulla sulla loro attinenza alla storia originale o meno. Il secondo è quello da cui è tratta l'ultima immagine (forse, credo) e mi ispirava ma appunto, non ti so dire sull'attinenza. Però la reinterpretazione dei personaggi in quella chiave (sono un poco diversi nell'originale) mi piace parecchio! :)

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  5. Salve ho appena letto l'articolo,devo dire molto interessante che ha lasciato degli spunti riflessivi per il mio studio personale della cultura e letteratura cinese. Ho letto tra i commenti che è stato citato Saiyuki di Kazuya Minekura,siccome è un'opera che leggo avidamente,posso affermare che la storia si ispira senza dubbia all'opera di Wu Cheng'en ma si discosta un bel pò perché i personaggi sono reinterpretati dall'autrice ad esempio se Zhu Bajie è un maiale che si lascia andare ai piaceri della vita,un pò stupidotto e Sha Wujing è un demone scontroso non proprio di bell'aspetto,nell'opera della Minekura si invertono i ruoli per cui Hakkai è quello più intelligente del gruppo,quello più chiuso,riflessivo mentre Gojyo è bello,amante dei piaceri e così via. Ci sono anche elementi presi palesemente dal romanzo per esempio nella saga di Kamisama compaiono Kinkaku e Ginkaku.

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    1. la reinterpretazione dei ruoli sembra interessante: apprezzo sempre una rivisitazione purché non sia uno stravolgimento completo di quello che era all'inizio (anche se il discorso è molto ampio e qui stiamo parlando del rapporto tra un romanzo e un manga). Comunque contentissimo ti sia piaciuto l'articolo!

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